
Bring some salt. ARW Associates a Tirana per Bread & Heart Festival 2026
C’è un paese che in questo momento sta riscrivendo sé stesso, e lo sta facendo ad alta voce, con le mani sporche di cemento e la testa piena di visioni. L’Albania non è una promessa: è già un cantiere di idee, dove circa 200 team internazionali stanno lavorando a progetti che toccano Tirana, le coste, le montagne, i villaggi. Un laboratorio a cielo aperto che pochi, per ora, conoscono davvero.
Dal 3 al 5 giugno 2026, ARW Associates sarà a Tirana per la seconda edizione del Bread & Heart Festival, appuntamento internazionale dedicato ad architettura, ospitalità e dialogo sul futuro dell’Albania. Ci saranno Matteo Facchinelli, Founding Partner, e Alessandro Galperti, Office Tender Manager & Strategic Relations.
Il festival ha la sua sede principale nel Book Building di 51N4E su Skanderbeg Square, ma quest’anno si allarga: l’Eden Garden al Prime Minister’s Office ospita la serata d’apertura, mentre la giornata conclusiva si tiene al Tirana Art Garden di Kengo Kuma a Petrele, un piccolo gioiello fuori città, costruito per creare esattamente il tipo di conversazione che Bread & Heart cerca. Architettura, paesaggio e ospitalità come linguaggio comune.
Il tema di questa edizione è “Landscapes of Abundance” e il titolo dice molto. Lo sguardo si sposta dagli edifici singoli ai sistemi: le ecologie, le infrastrutture, le geografie vive che stanno accompagnando la trasformazione del paese. Il fil rouge curatoriale è “From Portrait to Landscape”: da un’architettura come oggetto isolato a un’architettura che abita relazioni, territori, storie collettive.
Il festival è co-curato dalla cattedra NEWROPE di Architettura e Trasformazione Urbana all’ETH di Zurigo, e il suo format è volutamente ibrido: keynote con voci come Francis Kéré, Jeanne Gang, Benedetta Tagliabue e Petra Blaisse, ma anche pavilion progettati dagli architetti, mostre di modelli, sessioni di brainstorming a porte chiuse, performance, cene condivise. Non un congresso. Un luogo di incontro vero.
Non arriviamo da turisti. La nostra presenza a Tirana fa parte di un percorso in costruzione — relazioni, cantieri, competizioni — e di una scommessa che portiamo avanti con convinzione: che l’Albania sia, oggi, uno dei contesti più vivi e interessanti su cui lavorare in Europa.
Bring some salt, come recita il claim del festival. Non portate solo competenza: portate prospettiva, frizione, sorpresa. Noi ci proviamo.
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