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Eduardo Chillida e la scultura come progetto

La ricerca di Eduardo Chillida (San Sebastian 10 gennaio 1924 – 19 agosto 2002) rappresenta un riferimento centrale per come opera nei principi, così direttamente connessi a come si può pensare un progetto di architettura. In primo luogo, ogni scultura è inserita in un rapporto profondo con lo spazio circostante, in relazione a un sito specifico. La sua pratica si basa, inoltre, sullo studio del volume verso una dimensione articolata dello spazio e complessa, all’interno di una ricerca plastica che lavora sullo scavo, sulla sottrazione, e dalla quale scaturisce un’autentica originalità nelle relazioni tra luce e materia. L’altro aspetto centrale, intrinseco al lavoro scultoreo di Chillida, è la monomatericità, una scelta che esalta il rapporto con lo spazio accentuando l’intensità del volume, anch’esso contribuisce alla definizione dell’approccio al progetto. È significativo come la sua ricerca si manifesti anche nei progetti in carta, dove, superando la bidimensionalità del media, si concretizza in uno sviluppo per piani, con una complementarità tra il bianco e nero del disegno che rivela un metodo di definizione dello spazio, realizzando un principio di grande suggestione per chi pensa che gli spazi tra le cose abbiano lo stesso valore delle cose stesse.


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